| NEI DINTORNI DI SERRAPETRONA | ||||
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CASTEL SAN VENANZO
La Crocifissione ritrova il suo autore
Correva l'anno 1452 "Magister Iohannes Antonii alias de lu Paczo de castro Bolognole" rilascia il 12 novembre una quietanza di pagamento di dieci ducati per una tavola per la Pieve di San Lorenzo di Castel San Venanzio (Serrapetrona).
È la prova, rivenuta in piena calura ferragostana da Matteo Mazzalupi, dell'attribuzione della bella Crocifissione ora esposta sull'altare maggiore della chiesa di San Lorenzo a Giovanni Angelo di Antonio.
Ed è il tassello finale della ricerca d'archivio condotta da Emanuela di Stefano nell'ambito del lavoro di ricerca della mostra sulla scuola pittorica camerinese realizzata a Camerino lo scorso anno.
Da questa ricerca era riemersa dall'oblio la figura di Giovanni Angelo di Antonio, suonatore di liuto, intimo delle famiglie Medici e Varano. Giovanni, pittore finora senza opere, era conosciuto come sodale di Girolamo di Giovanni in alcune committenze artistiche e come originario di Bolognola da cui provengono due opere capitali della pittura camerte: la Sacra Conversazione (in mostra a Camerino fino al 19 ottobre) e l'edicola Malvezzi (Camerino, pinacoteca civica). Indizi che avevano generato un nuovo scenario per la Camerino dei Varano, fino ad allora incentrato sulla figura di Girolamo di Giovanni e che avevano condotto i curatori della mostra del 2002, Andrea DeMarchi e Andrea di Lorenzo, ad attribuire le opere più raffinate già di Girolamo di Giovanni al maestro dell'Annunciazione di Spermento (il futuro Giovanni Angelo di Antonio). Il documento del 1452 conferma oggi la lettura critica dei due studiosi e consacra quindi definitivamente, Giovanni Angelo di Antonio protagonista della pittura camerinense, marchigiana e italiana del Quattrocento.
Tratto dall'articolo di Marta Paraventi sul sito www.cultura.marche.it della Regione Marche